Storia

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Costituita nel 1979 incomincia a costruire nel 1980 a Galgagnano (Italia) rotative flexo atte a stampare su carta e film plastici per le più disparate applicazioni nel mondo dell’imballaggio. L’obiettivo primario era la ricerca di soluzioni tecniche semplici in relazione ai substrati da stampare proponendole al mercato in un giusto rapporto tra prodotto e valore intrinseco.

Le primissime macchine stack 724/726 e Radios hanno costituito la base di partenza ed il trampolino di lancio verso i mercati più vicini come l Italia e l’Europa.

Il rapido sviluppo aziendale ha comportato la necessità di ampliare gli spazi produttivi, e conseguentemente la realizzazione del nuovo stabilimento inaugurato nel 1987, ubicato a Tavazzano (Lodi), a sud di Milano.

Tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio degli anni ‘90, il lancio della serie “narrow web” a tamburo centrale conosciuta nel mondo come “One man one press”, ha ulteriormente rafforzato la presenza sul mercato mondiale, premiando l’orientamento ad anticipare le esigenze del mercato con soluzioni geniali e all’avanguardia.

A questa tipologia di macchina, sono seguiti i primi sistemi per il controllo dei parametri di stampa, quali registro e pressione, precursori dei sistemi attuali che sono riconosciuti a livello mondiale per essere fra i più efficaci per il risparmio degli scarti in avviamento e in produzione, nonché per l’estrema velocità di set up della macchina.

Accanto alle macchine ‘narrow web’ nel 1989, orientate prevalentemente ai film plastici, viene collaudata in Flexotecnica una delle macchine flexo più larghe esistenti allora in Europa per il pre-print; tale macchina denominata MEGAS aveva un passaggio nastro di 3100 mm e venne destinata ad una cartiera svedese, confermando l’attitudine alle sfide tecniche tecnologiche, nella realizzazione di impianti che trattino materiali anche rigidi, quali il cartoncino e cartone più spesso.

Nel ’94 l’incontro con la capogruppo Cerutti, leader mondiale delle macchine rotocalco per l’editoria e l’imballaggio, comporta una svolta importante che porta l’azienda ad una crescita con l’ampliamento nel 1996 dello stabilimento di Tavazzano. In quegli anni Flexotecnica è una delle prime azienda a sviluppare e a produrre le macchine a sleeve note con il nome Tachys, ideate per offrire cambi rapidi, che grazie anche alla struttura commerciale Cerutti permettono di ottenere i primi successi commerciali nel mercato flessografico per eccellenza: il Nord-America.

In sintonia con lo sviluppo del mercato americano l’azienda decide di investire nella ricerca e nello sviluppo di una linea per la stampa su cartoncino teso in linea con le fustelle per ottenere, in un unico ciclo di lavorazione, le scatole di cartone finite.

A Drupa 2008 seguendo lo sviluppo della tecnologia di stampa flessografica sempre più sofisticata, viene presentata la macchina a tamburo centrale a 12 colori gearless, che rappresenta ancora oggi un riferimento per il settore, in quanto permette di realizzare qualità di stampa flessografica a livelli mai visti in precedenza, se non con sistemi alternativi quali rotocalco o offset.

Il 3 dicembre 2013 segna una tappa di fondamentale importanza per il futuro dell’azienda: la Koenig & Bauer, azienda leader mondiale nella costruzione di macchine offset a foglio e da bobina, rileva il 90% delle quote della Flexotecnica.

Con l’integrazione nel Gruppo KBA, le esperienze maturate in settori differenti, e la strategia comune di voler diventare leader nel settore dell’imballaggio flessibile, si pongono i presupposti per ampliare ulteriormente il portafoglio prodotti, sviluppare linee ibride con tecnologie diversificate di ultima generazione sfruttando le competenze esistenti all’interno del Gruppo, assicurare la presenza sui mercati internazionali usufruendo della rete di distribuzione e assistenza globale già consolidata, collocando di fatto KBA-Flexotecnica tra le prime aziende al mondo fornitrici di tecnologia per il converting dell’imballaggio flessibile.